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	<title>Italian Wild Wolf</title>
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	<description>Il lupo selvatico italiano</description>
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		<title>Avvistamento branco dall&#8217;elicottero</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 19:12:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Foto e testo di Gustavo Gesualdo
Ero in servizio presso la base elisoccorso di Fabriano, e avevo appena effettuato un servizio nel Pesarese.
La missione di soccorso ormai alle spalle, mentre facevo rientro in base nella mia mente di cacciatore fluttuavano alcune considerazioni, ad esempio di come una nevicata come quella di questi giorni abbia potuto rappresentare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.italianwildwolf.com/wp-content/uploads/2012/02/5_gustavo_gesualdo.jpg" rel="lightbox[495]"></a>Foto e testo di Gustavo Gesualdo</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ero in servizio presso la base elisoccorso di Fabriano, e avevo appena effettuato un servizio nel Pesarese.</p>
<p style="text-align: justify;">La missione di soccorso ormai alle spalle, mentre facevo rientro in base nella mia mente di cacciatore fluttuavano alcune considerazioni, ad esempio di come una nevicata come quella di questi giorni abbia potuto rappresentare un serio problema per tutta la fauna selvatica&#8230; le tracce dall&#8217;alto si vedevano benissimo sul panorama fortemente innevato delle marche appenniniche. Una cosa singolare, che mai mi era capitata di vedere, è che molte si esse conducevano verso impluvi, nascondigli, tane o basi di grossi alberi isolati: sotto quegli alberi, in quegli impluvi, era dall&#8217;alto possibile identificare chiaramente delle zone di maggiore confluenza delle tracce assolutamente prive di neve, che avevano tutta l&#8217;aria di essere dei giacigli organizzati per la notte.</p>
<p style="text-align: center;"><a class="single" href="http://www.italianwildwolf.com/wp-content/uploads/2012/02/1_gustavo_gesualdo.jpg" rel="lightbox[495]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-496" title="1_gustavo_gesualdo" src="http://www.italianwildwolf.com/wp-content/uploads/2012/02/1_gustavo_gesualdo-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Questo mi ha indotto a pensare che daini, caprioli, cinghiali, lupi possano probabilmente ritenere che il contatto col terreno possa essere più confortevole per il riposo notturno se privo di neve; persino i mucchi di letame accumulati nei campi sono stati oggetto di questa particolare rimozione di neve &#8220;a scopo residenziale&#8221;. Mi spiace solo non aver avuto la possibilità di prendere altre immagini di queste particolarissime lestre.   </p>
<p style="text-align: center;"><a class="single" href="http://www.italianwildwolf.com/wp-content/uploads/2012/02/3_gustavo_gesualdo.jpg" rel="lightbox[495]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-497" title="3_gustavo_gesualdo" src="http://www.italianwildwolf.com/wp-content/uploads/2012/02/3_gustavo_gesualdo-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a class="single" href="http://www.italianwildwolf.com/wp-content/uploads/2012/02/4_gustavo_gesualdo.jpg" rel="lightbox[495]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-498" title="4_gustavo_gesualdo" src="http://www.italianwildwolf.com/wp-content/uploads/2012/02/4_gustavo_gesualdo-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ritornando alle foto dei lupi, nella tratta di rientro ho sorvolato una porzione del <strong>Parco del Monte Cucco</strong>, segnatamente la zona montuosa tra Colle della Noce e Perticano, e ho colto quel branco di lupi proprio su una cresta posta alla confluenza di diverse valli. Col girare del vento, non sarebbe stato difficile per loro percepire ogni possibile effluvio di possibili prede, da quella posizione così privilegiata.</p>
<p style="text-align: center;"><a class="single" href="http://www.italianwildwolf.com/wp-content/uploads/2012/02/5_gustavo_gesualdo1.jpg" rel="lightbox[495]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-500" title="5_gustavo_gesualdo" src="http://www.italianwildwolf.com/wp-content/uploads/2012/02/5_gustavo_gesualdo1-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Altro elemento che mi ha molto stupito, oltre all&#8217;indiscutibile fascino che ha quasi dell&#8217;ipnotico di questi meravigliosi animali è il fatto che il più grande, probabilmente il maschio dominante, è rimasto lungamente allo scoperto in mezzo alla neve per tutto il tempo in cui gli ruotavo sulla testa, semplicemente ruotando la testa e seguendomi con lo sguardo. Questo atteggiamento di particolare resistenza mi ha un po&#8217; insospettito: pensavo che potessero esserci cuccioli dai quali non voleva allontanarsi, che sapeva avrebbero potuto non avere scampo se messi al cospetto di un movimento di emergenza nella neve fresca e parecchio alta. Ma di cuccioli nessuna traccia.</p>
<p style="text-align: center;"><a class="single" href="http://www.italianwildwolf.com/wp-content/uploads/2012/02/6_gustavo_gesualdo.jpg" rel="lightbox[495]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-501" title="6_gustavo_gesualdo" src="http://www.italianwildwolf.com/wp-content/uploads/2012/02/6_gustavo_gesualdo-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ti garantisco che un elicottero è una macchina che fa un rumore infernale, tra il sibilo delle turbine, il rumore dei rotori e il girar di ingranaggi, nella quiete immota di una cima innevata ciò viene percepito come insostenibile dall&#8217;uomo, figurarsi da animali silvestri e schivi come i lupi.  </p>
<p style="text-align: center;"><a class="single" href="http://www.italianwildwolf.com/wp-content/uploads/2012/02/7_gustavo_gesualdo.jpg" rel="lightbox[495]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-502" title="7_gustavo_gesualdo" src="http://www.italianwildwolf.com/wp-content/uploads/2012/02/7_gustavo_gesualdo-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Solo quando ormai ero a poche decine di metri sopra di lui/loro, ha deciso di muoversi e accennare ad un allontanamento, che però non aveva la connotazione di una vera e propria fuga; c&#8217;era un che di innata fierezza nel loro comportamento, che se da un lato mi ha affascinato ancora di più, dall&#8217;altro mi ha spinto a ritenere di non doverli disturbare oltre misura; decidevo quindi di lasciarli alla pace delle loro cime, splendide, silenti ed innevate.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>Così abbiamo salvato il lupo</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 09:56:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fonte: http://bologna.repubblica.it/cronaca/2012/01/11/news/cos_abbiamo_salvato_il_lupo-27938864/  
La storia di Navarre il lupo &#8211; video.
S’era messo al sole, esausto sul greto del fiume, le due zampe dietro che non si muovevano più. Il lupo ferito, lunedì 9 gennaio 2012, era sulle rive del Limentra in località Mulino dei Sassi, a Camugnano. Una telefonata di un cittadino, e un agente della Polizia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Fonte: <a href="http://bologna.repubblica.it/cronaca/2012/01/11/news/cos_abbiamo_salvato_il_lupo-27938864/">http://bologna.repubblica.it/cronaca/2012/01/11/news/cos_abbiamo_salvato_il_lupo-27938864/</a>  </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=oc_4NteT9rQ" target="_self">La storia di Navarre il lupo &#8211; video.</a></em></p>
<p style="text-align: justify;">S’era messo al sole, esausto sul greto del fiume, le due zampe dietro che non si muovevano più. Il lupo ferito, lunedì 9 gennaio 2012, era sulle rive del Limentra in località Mulino dei Sassi, a Camugnano. Una telefonata di un cittadino, e un agente della Polizia provinciale di Bologna s’è subito recato sul posto per verificare la segnalazione. Intanto gli operatori del Centro Recupero Fauna Selvatica di Berti Rudi Sasso Marconi, unitamente ai volontari del Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica Monte Adone, si preparavano all’intervento.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo il lupo s’era spostato faticosamente una cinquantina di metri più avanti,  sempre sul greto e sempre con le zampe nell’acqua, con l’istinto di attraversare il fiume. Ringhiava, sfinito e impaurito, davanti a quegli uomini e donne dai giacconi blu, che provavano ad avvicinarsi. Poi un colpo di fucile, questa volta a fin di bene, gli ha conficcato sul fianco una dose di anestetico, facendolo addormentare immediatamente.</p>
<p style="text-align: justify;">«Era molto debilitato, e in pratica è scivolato in acqua &#8211; raccontano i soccorritori -. Lì c’è voluto veramente coraggio a gettarsi nelle acque gelide del fiume, ma le ragazze del Cras non avuto esitazione a prenderlo e trascinarlo a riva. Oltretutto bisognava fare in fretta: era andato in ipotermia e sembrava fosse morto». Maschio, adulto, dall’età tra i 4 e i 6 anni, il lupo aveva invece in corpo ancora un refolo di vita. I massaggi cardiaci e la respirazione artificiale degli operatori, coordinati da un veterinario, hanno fatto il resto, rianimandolo.</p>
<p>FOTO <a href="http://bologna.repubblica.it/cronaca/2012/01/11/foto/il_salvataggio_del_lupo_ferito-27923377/1/" target="_self">La sequenza del salvataggio</a></p>
<p style="text-align: justify;">Scaldato come un cucciolo al centro di Brento, ora è da due giorni sotto osservazione, ma ce la farà. Adesso saranno fatti tutti gli accertamenti, lastre radiografiche comprese, per capire le cause del ferimento, in attesa di una piena guarigione.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ultimo episodio di salvataggio di un lupo ferito, fa sapere la Polizia provinciale, era stato effettuato nel marzo del 2005. Anche in quella occasione sull’animale si intervenne con un narcotico. Poi, dopo aver atteso la guarigione, il lupo fu liberato con un collare con radiosegnalazione.</p>
<p style="text-align: justify;">In provincia di Bologna, secondo stime non ufficiali, sarebbero presenti un centinaio di lupi, una valutazione fatta sulla base di osservazioni e di ritrovamenti di carcasse e animali feriti.<br />
<em>di LUCA SANCINI<br />
</em><em></em></p>
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		<title>L’uomo che balla coi lupi &#8211; Intervista ad Antonio Iannibelli pubblicata sulla rivista Nelle Valli Bolognesi</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 10:01:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Intervista di Filippo Benni pubblicata sulla rivista NELLE VALLI BOLOGNESI &#8211; Gen/Mar 2012 
Le immagini e la storia di Antonio Iannibelli, il fotografo naturalista che da anni batte i sentieri dell’Appennino sulle tracce dei branchi che si sono stabiliti sui nostri monti.

Con i lupi, Antonio Iannibelli ha sempre avuto feeling. Da bambino, a San Severino Lucano, centro del parco del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><em>Intervista di Filippo Benni pubblicata sulla rivista <a href="http://www.vallibolognesi.it/?pageid=552&amp;sm=518&amp;ra=L2luZGV4LnBocD9wYWdlaWQ9NTE4JnNtPTUxOCZjb211bmU9JnRlbWE9" target="_self">NELLE VALLI BOLOGNESI &#8211; Gen/Mar 2012</a> </em></div>
<div>Le immagini e la storia di Antonio Iannibelli, il fotografo naturalista che da anni batte i sentieri dell’Appennino sulle tracce dei branchi che si sono stabiliti sui nostri monti.</div>
<div>
<div>Con i lupi, Antonio Iannibelli ha sempre avuto feeling. Da bambino, a San Severino Lucano, centro del parco del Pollino, assieme al nonno pastore ha imparato a conviverci.</div>
</div>
<div>Puoi leggere e scaricare l&#8217;intero articolo <a href="http://www.vallibolognesi.it/?pageid=552&amp;sm=518&amp;ra=L2luZGV4LnBocD9wYWdlaWQ9NTE4JnNtPTUxOCZjb211bmU9JnRlbWE9" target="_self">qui.</a></div>
<div></div>
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		<title>La vigilia di Natale</title>
		<link>http://www.italianwildwolf.com/2011/12/24/la-vigilia-di-natale/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 08:49:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi sono alzato presto, il cielo era blu intenso e le stelle più luminose che mai. Ancora buio mi sono seduto al riparo del vecchio ginepro e le sagome di alcuni lupi sono apparsi tra i cespugli piegati dal freddo. Il manto bianco di neve ghiacciata mi consente di osservarli con il mio inseparabile binocolo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Mi sono alzato presto, il cielo era blu intenso e le stelle più luminose che mai. Ancora buio mi sono seduto al riparo del vecchio ginepro e le sagome di alcuni lupi sono apparsi tra i cespugli piegati dal freddo. Il manto bianco di neve ghiacciata mi consente di osservarli con il mio inseparabile binocolo. Sono tranquilli, fiutano tra l&#8217;erba congelata per cercare qualche misteriosa traccia. Uno trova un ciuffo più alto vi deposita con cura i suoi escrementi, un altro solleva tra i denti un osso consumato, il terzo punta per terra le zampe, alza come una bandiera la coda e si stira con cura dal primo muscolo della coda fino all&#8217;ultimo del naso. Una lunga raspata, una sistemata ai resti di ossa, un grande sbadiglio, poi nella penombra del bosco le silhouette svaniscono definitivamente. Infine il canto del pettirosso ha dato il via al nuovo giorno e interrotto l&#8217;incanto. Era la vigilia di Natale.</p>
<p style="text-align: justify;">Buone feste<br />
Antonio Iannibelli</p>
<p>&#8211;</p>
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		<title>L&#8217;arte nell&#8217;essere lupo &#8211; Villar Perosa 3 dicembre 2011</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 15:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Immagine di copertina THE BOOK OF KEELS e testo di Ethel Onnis
Inizia la tourneè del documentario concerto L&#8217;ARTE NELL&#8217;ESSERE LUPO che prevede una prima data locale in Piemonte, precisamente in val chisone, terra del branco ormai disperso di Ombra e Silver! La serata sarà il prossimo 3 dicembre a Villar Perosa presso il cinema teatro &#8221; Una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Immagine di copertina THE BOOK OF KEELS e testo di Ethel Onnis</em></p>
<p style="text-align: justify;">Inizia la tourneè del documentario concerto L&#8217;ARTE NELL&#8217;ESSERE LUPO che prevede una prima data locale in Piemonte, precisamente in val chisone, terra del branco ormai disperso di Ombra e Silver! <strong>La serata sarà il prossimo 3 dicembre a Villar Perosa presso il cinema teatro &#8221; Una Finestra sulle valli&#8221; in Viale Galileo Ferraris n 2.<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni uomini sentono fortemente un richiamo, si muovono nei boschi, navigano i mari ed esplorano attraverso la loro anima con occhi diversi la natura. Sono testimoni silenziosi di un lento processo che nel tempo ha allontanato i propri simili verso l&#8217;antico legame che ci univa ai nostri fratelli animali. La terra ha bisogno di riappropriarsi dei suoi spazi, oggi soffocati e distorti da una visione antropocentrica e spesso crudele.<br />
In alcuni uomini alberga lo spirito del lupo che soffia con passione e che ci spinge ad inoltrarci in profondità in una dimensione spesso dimenticata.<br />
Attraverso il loro sguardo  è possibile leggere  e scorgere anche la nostra storia. Ecco aprirsi davanti ai nostri occhi spazi liberi e perfetti in cui ci muoviamo silenziosamente, seguendo le orme dei nostri fratelli amati. Spesso anche nei nostri sogni i lupi ci seguono, ci osservano con i loro occhi profondi e saggi e ci indicano il cammino. Un tempo l&#8217;uomo seguiva con ammirazione i loro sentieri di caccia e li condivideva: esisteva un accordo segreto dove si poteva vivere in armonia. Gli uomini erano consapevoli di non essere gli unici a possedere un&#8217;anima, vivevano e morivano ed in loro vi era la consapevolezza che la vita andava conquistata e vissuta pienamente. Uomini e lupi con orgoglio combattevano la loro battaglia, soffrivano, gioivano e condividevano nello spirito del branco le loro vite. Lo spirito era l&#8217;essenza dell&#8217;esistenza. Lentamente l&#8217;ipocrisia ed il plagio di un&#8217;esistenza confezionata ci ha allonatanato dalla natura e dai lupi&#8230; abbiamo tentato didistruggerli considerandoli pericolosi ed inutili. I fucili. il grido di sangue è divenuto sordo alle nostre orecchie. Abbiamo tolto alle loro madri i piccoli, sradicato la loro famiglia e li abbiamo considerati numeri, capi, bestie. Gli animali non sono più i notri fratelli ma cose di cui disfarci a nostro piacimento. Umiliati nella loro dignità i lupi sono sopravvissuti, il loro canto non si è spezzato. Ci hanno di nuovo insegnato che la nostra folle logica è destinata a fallire, la vita vince sempre. Qualcuno pensa che loro non siano ritornati spontaneamente,non è così: lottando una guerra silenziosa, scontrandosi con un uomo nemico che li ha uccisi nelle tagliole, avvelenati, investiti sono arrivati sulle nostre montagne. Loro meritano di vivere, noi invece spesso sopravvivamo alla vita. Alcuni uomini non hanno dimenticato, camminano silenziosi sulle montagne, ascoltano il vento, il turbinio delle foglie, i passi sulla terra madre bagnata, salgono sulle pietraie, incontrano cervi e caprioli, i loro passi nelle loro orme, finchè ai margini del bosco i loro occhi si incontrano nuovamente con i nostri. Un brivido ci percorre la schiena, uomini e lupi sono di nuovo insieme. Ci scrutiamo vicendevolmente. E se ci stessero dando una nuova occasione? noi abbiamo condiviso tre mesi con loro. Sapevamo che questo era un dono unico e prezioso. Sapevamo di essere visti ma loro si sono svelati in tutta la loro bellezza. Il nostro pensiero è ritornato alla similitudine che condividiamo insieme. Tenerezza, amore, abnegazione verso il branco, la famiglia. Insieme abbiamo ululato, e anche pianto di felicità. Loro non sono più numeri, capi, bestie ma fratelli lupi.</p>
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		<title>I lupi neri d’Appennino</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 14:27:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Direttamente dal campo]]></category>
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		<description><![CDATA[Foto copertina: Lupo nero dominante &#8211; Foto di Nini Giorgio
Breve storia del branco più nero d’Italia.
Da qualche anno il nostro amico Nini Giorgio ci tiene informati sulle abitudini di un branco veramente eccezionale, si tratta di una famiglia con a capo un bel maschio dal mantello completamente melanico e dalla femmina dominante con le caratteristiche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Foto copertina: Lupo nero dominante &#8211; Foto di Nini Giorgio</em></p>
<p>Breve storia del branco più nero d’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Da qualche anno il nostro amico Nini Giorgio ci tiene informati sulle abitudini di un branco veramente eccezionale, si tratta di una famiglia con a capo un bel maschio dal mantello completamente melanico e dalla femmina dominante con le caratteristiche più comuni del lupo selvatico italiano. Giorgio conosce questo branco da ormai 4 anni e studia il loro comportamento dedicandogli gran parte del suo tempo libero.</p>
<div id="attachment_464" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.italianwildwolf.com/wp-content/uploads/2011/11/1_coppia_dominante_nini_giorgio.jpg" rel="lightbox[463]"><img class="size-medium wp-image-464" title="1_coppia_dominante_nini_giorgio" src="http://www.italianwildwolf.com/wp-content/uploads/2011/11/1_coppia_dominante_nini_giorgio-300x183.jpg" alt="" width="300" height="183" /></a><p class="wp-caption-text">Coppia dominante - Foto di Nini Giorgio</p></div>
<p style="text-align: justify;">Appassionato di natura selvaggia e di fotografia Giorgio ha la fortuna di essere stato &#8220;accettato&#8221; dal branco e può permettersi il &#8220;lusso&#8221; di riprenderli con il suo teleobiettivo.</p>
<div id="attachment_465" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.italianwildwolf.com/wp-content/uploads/2011/11/2_lupa_con_4_cuccioli_nini_giorgio.jpg" rel="lightbox[463]"><img class="size-medium wp-image-465" title="2_lupa_con_4_cuccioli_nini_giorgio" src="http://www.italianwildwolf.com/wp-content/uploads/2011/11/2_lupa_con_4_cuccioli_nini_giorgio-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Lupa con 4 cuccioli - Foto di Nini Giorgio</p></div>
<p style="text-align: justify;">Da questo branco l&#8217;anno scorso era nato un solo cucciolo nero ma quest&#8217;anno dalla cucciolata di 4 ben 3 sono perfettamente neri come il padre. Per quello che ne sappiamo si tratta di un evento molto importante forse il primo e unico nel nostro Paese. Infatti, se è vero che nei nostri Appennini non mancano i lupi neri è altrettanto vero che questo branco è l&#8217;unico ad avere in maggioranza esemplari scuri. In questo momento infatti il branco sarebbe formato da almeno 6 individui e ben 4 sono completamenti neri, come documentato fotograficamente.</p>
<div id="attachment_466" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.italianwildwolf.com/wp-content/uploads/2011/11/3_lupa_con_4_cuccioli_nini_giorgio.jpg" rel="lightbox[463]"><img class="size-medium wp-image-466" title="3_lupa_con_4_cuccioli_nini_giorgio" src="http://www.italianwildwolf.com/wp-content/uploads/2011/11/3_lupa_con_4_cuccioli_nini_giorgio-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Lupa con 4 cuccioli - Foto di Nini Giorgio</p></div>
<p style="text-align: justify;">In anteprima per Italian Wild Wolf Giorgio ci ha concesso la pubblicazione esclusiva di queste sue immagini.<br />
 <br />
A proposito di lupi neri vi consiglio anche di leggere &#8220;<a href="http://www.provediemozioni.it/blog/index.php/2009/09/09/svelato-il-mistero-del-lupo-nero/#more-556" target="_self">SVELATO IL MISTERO DEL LUPO NERO</a>&#8220;  una ricerca dell&#8217;ISPRA, <a title="http://www.provediemozioni.it/?pag=speciali&amp;cat=3" href="http://">gli speciali in provediemozioni</a> gli <a href="http://www.provediemozioni.it/blog/index.php/category/lupo/" target="_self">approfondimenti nel blog </a>  <a title="http://www.italianwildwolf.com/2011/03/25/neri-come-la-notte/" href="http://">neri cocome la notte</a>    <a title="http://www.italianwildwolf.com/2011/03/12/i-lupi-neri-dellappennino-tosco-emiliano/" href="http://">lupi neri dell&#8217;appennino tosco emiliano</a></p>
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		<title>Cacciatore circondato dai lupi</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Sep 2011 15:29:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fonte: http://www.bighunter.it/Caccia/ArchivioNews/tabid/204/newsid730/9095/Default.aspx  
E&#8217; fortunatamente finita bene l&#8217;avventura vissuta due giorni fa da Silvio Pellegrino, cacciatore di Peveragno (Cuneo), che durante una passeggiata in montagna si è trovato a tu per tu con alcuni lupi, a suo dire non proprio amichevoli. Ora l&#8217;uomo, uscito indenne ma terrorizzato dall&#8217;esperienza, si appella alle autorità affinchè  si allerti la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Fonte: </em><a href="http://www.bighunter.it/Caccia/ArchivioNews/tabid/204/newsid730/9095/Default.aspx"><em>http://www.bighunter.it/Caccia/ArchivioNews/tabid/204/newsid730/9095/Default.aspx</em></a><em>  </em></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; fortunatamente finita bene l&#8217;avventura vissuta due giorni fa da Silvio Pellegrino, cacciatore di Peveragno (Cuneo), che durante una passeggiata in montagna si è trovato a tu per tu con alcuni lupi, a suo dire non proprio amichevoli. Ora l&#8217;uomo, uscito indenne ma terrorizzato dall&#8217;esperienza, si appella alle autorità affinchè  si allerti la popolazione e si raccomandi a residenti e turisti di non avventurarsi da soli in quei boschi.<br />
 <br />
La vicenda, riportata dal sito Ruralpini.it, è molto utile per capire che il problema lupi è tutt&#8217;altro che sotto controllo, visto che a quanto pare non è poi così difficile entrare in contatto con loro. &#8220;Frequento la montagna tutto l&#8217;anno, per sbinocolare, fare fotografie, mi piacciono la natura, gli animali&#8221;, racconta il cacciatore, che si trovava in in località Folchi, nel comune di Vernante, a 30-35 minuti di cammino dalla propria vettura, quando due grossi esemplari sono apparsi sul sentiero che stava percorrendo.<br />
 <br />
Erano quasi le otto di sera. &#8220;Ho visto che mi seguivano &#8211; racconta il cacciatore -. Allora con il seghetto da potatura ho tagliato un bastone e ho provato a battere&#8221;. Sembrava fosse bastato a farli scappare, ma dopo cinque minuti li ha visti risalire sopra il sentiero. &#8220;Hanno preso a passare sopra e sotto il sentiero, &#8211; racconta &#8211; sorpassandomi e aspettandomi, arrivando a una distanza di 30-40 metri e, quello che mi spaventava di più, guardandomi&#8221;. Il cacciatore, ovviamente disarmato e con il cellulare fuori campo, ha cercato di rimanere calmo e di non fare movimenti bruschi, per non indurli all&#8217;attacco. “Avevo molta paura – dice -  quando battevo (con il bastone e con le mani, ndr)  vedevo i loro denti, non so se ringhiassero o se per la respirazione&#8221;. “Sono convinto – aggiunge -  che una persona non esperta fornendo involontariamente stimoli o segnali inappropriati avrebbe potuto scatenare l&#8217;attacco&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Finalmente il segnale è tornato sul telefonino e così Silvio ha potuto telefonare al fratello che ha avvertito prudentemente la Guardia venatoria del comprensorio di caccia. “Se fosse stato mio fratello al posto mio &#8211; dice -  io gli sarei subito corso incontro con il fucile, lui è stato più freddo”. La guardia è arrivata quando Pellegrino era appena giunto alla macchina. “Non ho visto con così tanto piacere la mia macchina neppure quando l’ho comprata” confessa.</p>
<p style="text-align: justify;">“Che fossero lupi di almeno due anni &#8211; sostiene Silvio Pellegrino &#8211; sono assolutamente certo, è lo stile della camminata che è impressionante, poi devo dire che mi sono preso uno spavento enorme avendoli visti per una trentina di volte a 30-50 metri di distanza. Mi ha impressionato il fatto che fossero tutt’altro che spaventati dalla mia presenza ed anzi che per quello che si poteva capire avessero atteggiamenti poco amichevoli. Sulla base della mia brutta esperienza mi appello alle autorità perché avvisino la popolazione e i turisti di non avventurarsi da soli, speciela mattina presto e la sera”.<br />
 <br />
(08/09/2011)</p>
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		<title>Lupo immortalato da fototrappola in Alto Adige</title>
		<link>http://www.italianwildwolf.com/2011/08/29/lupo-immortalato-da-fototrappola-in-alto-adige/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 15:23:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fonte: Sito della Provincia di Bolzano del 16 agosto  2011   www.provincia.bz.it/aprov/amministrazione/service/attualita.asp?aktuelles_action=4&#38;aktuelles_article_id=370497
Una delle fototrappole di cui si avvale l’Ufficio caccia e pesca per monitorare gli spostamenti degli orsi ha, invece causalmente &#8220;intrappolato&#8221; un lupo nella zona di Madonna di Senale.
Nell’ambito delle attività di monitoraggio dell’orso svolte dall’Ufficio caccia e pesca su incarico della Giunta provinciale nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em>Fonte: Sito della Provincia di Bolzano del 16 agosto  2011   </em><a href="http://www.provincia.bz.it/aprov/amministrazione/service/attualita.asp?aktuelles_action=4&amp;aktuelles_article_id=370497"><em>www.provincia.bz.it/aprov/amministrazione/service/attualita.asp?aktuelles_action=4&amp;aktuelles_article_id=370497</em></a></p>
<p style="text-align: justify;">Una delle fototrappole di cui si avvale l’Ufficio caccia e pesca per monitorare gli spostamenti degli orsi ha, invece causalmente &#8220;intrappolato&#8221; un lupo nella zona di Madonna di Senale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’ambito delle attività di monitoraggio dell’orso svolte dall’Ufficio caccia e pesca su incarico della Giunta provinciale nelle zone di frequentazione del plantigrado, rientra il posizionamento di fototrappole in punti di possibile passaggio degli animali, allo scopo di confermare l’eventuale presenza dell’orso e di comprendere se si tratta di uno o più individui.<br />
Le fototrappole utilizzate consentono, a seconda dell’impostazione scelta, di scattare fotografie o brevi filmati. Comprensibilmente, oltre all’orso, vengono immortalati anche gli animali comunemente presenti nel bosco: caprioli, cervi, volpi, faine.<br />
Inaspettatamente, è stato possibile riprendere anche un filmato di un lupo, che si trovava nei boschi del comune di Madonna di Senale. Verosimilmente, si tratta del lupo M24, già identificato tramite analisi genetiche nell’aprile 2010 in Trentino, nel Gruppo del Brenta e a luglio 2010, in Alto Adige, in Val d’Ultimo. Il lupo in questione è un maschio, che nell’anno 2009 si trovava in Engadina, in Svizzera.<br />
Durante la primavera 2011, il ritrovamento di 1 predazione su di un cervo di 1 anno d’età a S. Pancrazio aveva fatto supporre che il lupo fosse ancora presente nella zona, ma le analisi geniche non avevano avuto esito. A distanza di un anno, viene ora, quindi, riconfermata la presenza del lupo nella zona di confine tra la provincia di Trento e quella di Bolzano, la stessa frequentata dall’orso.<br />
Il video, ripreso il 30 giugno 2011, mostra come il lupo sia in buone condizioni fisiche.<br />
Nell’anno 2010 il lupo M24 si era reso responsabile di alcune predazioni a pecore, capre e aveva attaccato anche due vitelli. Nell’anno 2011 non vi sono state, per ora, predazioni in Alto Adige riconducibili al lupo. Il giorno 16 luglio 2011, nell’ambito di un censimento al camoscio svoltosi in provincia di Trento, nel Gruppo delle Maddalene, un gruppo di cacciatori afferma di aver potuto osservare il lupo a distanza, tramite il binocolo.</p>
<p>Il video può essere scaricato dal sito internet:<br />
<a href="http://www.provincia.bz.it/foreste/fauna-caccia/ricerca.asp">www.provincia.bz.it/foreste/fauna-caccia/ricerca.asp</a></p>
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		<title>Io sono il lupo &#8211; Mostra di dipinti 13 agosto-8settembre 2011 a Rezzoaglio GE</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 07:13:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[emilia salvini]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[mostra dipinti lupo]]></category>
		<category><![CDATA[parco dell'aveto]]></category>

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		<description><![CDATA[Emilia Salvini, pittrice, inaugurerà una sua mostra personale dal titolo
IO SONO IL LUPO
il 13 agosto 2011 ore 16,00 presso il Centro visite del Parco dell&#8217;Aveto a Rezzoaglio (GE)

Abbiamo chiesto ad Emilia perchè dipinge i lupi, ecco la sua risposta.
Il mio lavoro è per prima cosa un momento artistico, non nasce quindi come ricerca naturlistica che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.provediemozioni.it/?pag=visualizza_speciale&amp;id=247" target="_self">Emilia Salvini</a></strong>, pittrice, inaugurerà una sua mostra personale dal titolo</p>
<p style="text-align: center;"><strong>IO SONO IL LUPO</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>il 13 agosto 2011 ore 16,00 presso il Centro visite del Parco dell&#8217;Aveto a Rezzoaglio (GE)</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.italianwildwolf.com/wp-content/uploads/2011/08/IO-SONO-IL-LUPO1.jpg" rel="lightbox[447]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-452" title="IO SONO IL LUPO" src="http://www.italianwildwolf.com/wp-content/uploads/2011/08/IO-SONO-IL-LUPO1-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a></p>
<p><em>Abbiamo chiesto ad Emilia perchè dipinge i lupi, ecco la sua risposta.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il mio lavoro è per prima cosa un momento artistico, non nasce quindi come ricerca naturlistica che è materia di esperti, ma dall&#8217;esigenza di esprimere emozioni profonde, moti dell&#8217;animo, senso di libertà, impulsi primordiali e rinascita, così come è il ruolo salvifico del lupo di alcune culture e leggende nordiche.<br />
Ciò che in me evoca una emozione anche inconscia, può essere mezzo di espressione.<br />
Diversi gli stimoli ricevuti affinché io iniziassi ad indagare in modo tutto mio questo bellissimo animale: l&#8217;attività di monitoraggio del lupo di mia figlia Desirée,  e alcune letture passate e più recenti come il libro &#8220;Donne che corrono coi lupi&#8221; della psicanalista junghiana Clarissa Pinkola; l&#8217;esperienza dell&#8217;affermata pianista Héléne Grimaud  che studia il comportamento dei lupi e si adopera per la reintroduzione del lupo nel suo ambiente naturale, nonchè l&#8217;actions che l&#8217;artista Joseph Beuys fece in una galleria di New York, chiuso in gabbia con un coyote, dove rimase finché i due non si fidarono l&#8217;uno dell&#8217;altro. <br />
Arte e lupi quindi si sono spesso incrociati.<br />
Con il mio lavoro vorrei accentuare il mistero del lupo. C&#8217;è ma non lo vedi, è dentro la natura ed è parte della natura, tuttavia nonostante io segua un progetto di massima, il mio è una specie di work-in-progrss, si modifica di volta in volta, a seconda delle mie esigenze emotive che non so esattamente dove mi porteranno.</p>
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		<title>Foto di Alberto Tovoli, direttamente dal campo</title>
		<link>http://www.italianwildwolf.com/2011/07/28/foto-di-alberto-tovoli-direttamente-dal-campo/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 10:23:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Direttamente dal campo]]></category>
		<category><![CDATA[brasimone]]></category>
		<category><![CDATA[lupo]]></category>
		<category><![CDATA[tovoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Foto di Aberto Tovoli - Brasimone Luglio 2011
Caro Alberto,
bella femminuccia, mi pare solo un pò strano il mantello sopratutto intorno al collo sembra che sia ancora in muta, il bel mantello estivo tipico di questa stagione non si vede &#8230; in ogni caso luglio al contrario di novembre è il mese in cui si vedono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Foto di </em><a href="http://balinello.blogspot.com/" target="_self"><em>Aberto Tovoli </em></a><em>- Brasimone Luglio 2011</em></p>
<p>Caro Alberto,</p>
<p>bella femminuccia, mi pare solo un pò strano il mantello sopratutto intorno al collo sembra che sia ancora in muta, il bel mantello estivo tipico di questa stagione non si vede &#8230; in ogni caso luglio al contrario di novembre è il mese in cui si vedono meno lupi, tranne che per te evidentemente, bravissimo, si tratta di un documento importante. Mi piacerebbe saperne di più a proposito della muta dei lupi, in un periodo cosi caldo sembra veramente strano non aver cambiato completamente la pelliccia.</p>
<p>Antonio Iannibelli</p>
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